- Cos'è il SICET
- I provvedimenti di sfratto
- La politica abitativa del SICET
- La rappresentanza
In
questa pagina:
Cos'è
il SICET
Il
è una
Organizzazione sindacale nata, per iniziativa della CISL e delle ACLI, nel 1974 per rappresentare e difendere i diritti
degli inquilini e di ogni cittadino portatore di bisogni
abitativi.
Al
ci si iscrive individualmente per avere la possibilità e il diritto di ricevere i servizi di assistenza e di consulenza di seguito riportati. Gli
iscritti alla CISL sono favoriti da una apposita convenzione tramite la quale
possono accedere ai servizi del SICeT; la stessa convenzione offre gli stessi
diritti ai servizi CISL per i tesserati al SICeT.
Il
fornisce un servizio di consulenza e assistenza su tutte le problematiche
inerenti i rapporti di locazione. In particolare, gli ambiti di intervento sono:
Per
gli inquilini dell'edilizia privata
|
Per avere alcune informazioni di base gli inquilini
dell'edilizia privata possono anche consultare un piccolo
prontuario dal titolo:
Consigli
sugli affitti
che abbiamo predisposto in formato PDF.
Per
tutto ciò che, in materia di locazione, non è regolamentato
dalle leggi in
vigore valgono gli articoli
sulla LOCAZIONE del
Codice Civile (qui
in formato
Word)
(alcuni
di questi articoli, però, sono stati ridefiniti nelle specifiche leggi sulla
locazione - in particolare la L. 431/98 per : art. 1574 la durata del
contratto, art.
1591 ritardata restituzione dell'alloggio, art. 1596 la disdetta del contratto, art. 1597 il
rinnovo del contratto. |
I
provvedimenti di sfratto abitativo
La situazione
riguardante gli sfratti abitativi ed in particolare gli sfratti per morosità si
è fatta in questi ultimi anni notevolmente critica sia a causa dei forti aumenti
dei canoni dovuti alla speculazione edilizia che c'è stata intorno alla metà di
questo decennio sia alla forte crisi economica di questi ultimi anni.
Sempre più spesso per chi abita in affitto, trovandosi
in cassa integrazione o senza lavoro e con un canone da pagare, si tratta di
dover scegliere tra il pagare il padrone di casa o il mutuo in banca e il pagare
la spesa per mangiare. Infatti aumentano gli sfratti per morosità e le
inadempienze nel versamento delle rate di mutuo che fanno aumentare il numero
degli alloggi messi all’asta.
Sugli sfratti a livello nazionale e soprattutto
per la Toscana e in particolare sulla morosità nei contratti abitativi abbiamo
predisposto un rapporto conoscitivo
(qui consultabile in formato pdf.) che deriva da una nostra elaborazione dei dati
conoscitivi pubblicati dall'Ufficio di statistica del Ministero dell'Interno. Ne
esce uno specchio drammatico delle condizioni abitative di chi sta in affitto.
In valori
numerici assoluti gli sfratti in genere e gli sfratti per morosità interessano
una parte minoritaria della popolazione; ma analizzando la forte accelerazione
che c’è stata in questi ultimi anni non si può non riconoscere che il problema
ha un valore sociale estremamente negativo. E’ comunque un vero pesantissimo
dramma per tante famiglie (ne parliamo anche in un nostro
Comunicato Stampa
- qui in formato Word -) e Il Parlamento e la Pubblica Amministrazione non possono non farsene
carico.
La
regione Toscana, con la Deliberazione 10 febbraio 2010 n. 30, ha deciso di
riconoscere anche agli sfratti per morosità dovuta a canoni di
locazione superiori ad un terzo del reddito convenzionale (in sintesi tale
reddito corrisponde al reddito familiare diminuito di 1.549 €. per ogni persona
della famiglia oltre le prime due e successivamente del 40% se da lavoro
dipendente) lo stesso punteggio
degli sfratti per finita locazione ai fini del punteggio per la formazione
della graduatoria per i bandi di ERP e della acquisizione del diritto ad un
alloggio pubblico.

La politica abitativa del SICET
Durante
la trattativa che si è svolta con il Governo Prodi, nel 2006, le Organizzazioni
sindacali degli inquilini
SICET-SUNIA-UNIAT avevano presentato unitariamente un Documento
(qui in formato
Word)
per il Tavolo di Concertazione sulla politica dell'abitare
in affitto, aperto
il 17 Aprile 2007 in applicazione dell'art. 4 della Legge 9/07 relativa alla sospensione degli sfratti.
Questo testo vale ancora come indirizzo unitario di politica abitativa delle
Organizzazioni sindacali degli inquilini.
A quel tavolo era stata raggiunta
un'Intesa che aveva prodotto un buon accordo, pur tra soggetti di rappresentanza
fortemente disomogenei (al "Tavolo" erano presenti le Organizzazioni degli
inquilini, della proprietà edilizia, dei lavoratori, delle associazioni sociali),
accordo che fu tradotto e sottoscritto nelle
linee
guida
(qui in formato
Word)
per una
nuova politica abitativa; quell'Intesa, che stabiliva nuovi investimenti per un efficace sviluppo
dell'edilizia popolare (lo stanziamento di 550 milioni di Euro per nuove case
popolari) è poi rimasta inapplicata anche per la
caduta del Governo Prodi e il disinteresse dell'attuale Governo.
Il quale, invece,
a pochi mesi dall'inizio della sua attività parlamentare ha emanato il D.L.
112/08 convertito nella
Legge 133/08 (qui in formato Word) che prevede, negli artt. 11 e
13, la vendita e quindi la privatizzazione dell'intero patrimonio di ERP.
Vengono, di fatto, sollecitate
le Regioni a mettere in vendita il patrimonio edilizio di loro proprietà e il
settore ex pubblico, arricchito finanziariamente con la vendita degli alloggi e
rimpinguato di nuovi alloggi costruiti con i ricavi della vendita, sarebbe
gestito da finanziarie opportunamente create (S.p.A.) e affittato con canoni che
rappresenteranno circa il 70% del valore dei canoni degli Accordi territoriali.
Il Governo inoltre nel Marzo 2009 ha varato, dopo un faticoso accordo con le Regioni, il cosiddetto “Piano casa”
(qui in formato pdf)
che apre ad una politica di ampliamento di case esistenti e concede un minimo
finanziamento per la costruzione di alloggi per l’edilizia sociale, utilizzando
una parte del finanziamento stanziato dal Governo precedente.
Il
è fortemente critico con
le
politiche abitative del Governo decise con la L. 133/08 e con il Piano Casa perché risultano essere il tentativo di ricollocare le
politiche pubbliche per la casa sul comparto del social housing, abbandonando
del tutto l’ERP cioè l’intervento diretto a coloro che hanno bisogno di alloggio
e sovvenzionato con soldi pubblici. Se
il piano viene realizzato non sarà più possibile avere anche in edilizia
sociale alloggi al di sotto dei 4/500 euro con buona pace per i tanti
disoccupati e di quei pensionati (circa l’80%) che hanno pensioni al di sotto
dei 700/800 euro. Ma
il risultato più preoccupante sarà che sparirà del tutto la gestione pubblica
degli alloggi sociali che ha sempre visto anche la nostra attiva presenza e
collaborazione a tutela degli inquilini e delle fasce sociali più deboli. Cioè
la vendita del patrimonio abitativo pubblico e la trasformazione dell’ERP non
rappresenta solo la dissipazione di risorse pubbliche, di beni fondiari e
finanziari ma soprattutto il fatto che si modifica completamente il sistema
abitativo costruito nell’intento di aiutare le famiglie a basso reddito e che
non sarà più possibile soddisfare la domanda di chi non è in grado non solo di
sostenere i canoni privati ma neppure i canoni concordati e agevolati.
Abbiamo ritenuto opportuno dare ai visitatori del nostro sito la
possibilità di conoscere i Documenti sopra indicati e le considerazioni
ora espresse perché coloro che sono
interessati ai problemi abitativi abbiano maggior consapevolezza di quanto sta
avvenendo e delle prospettive che si aprono.
Il
continua nella sua iniziativa politica tesa a tutelare i diritti abitativi degli
inquilini e sta chiedendo al Parlamento e al Governo una modifica sostanziale della legge 431/98 e l'utilizzo di
un'unica forma contrattuale per il settore privato tramite il Contratto
Concordato; inoltre il potenziamento della Edilizia popolare
e lo stanziamento di
maggiori fondi per il sostegno all'affitto.
Il Congresso
Nazionale
Queste proposte politiche
sopra ricordate sono state
esaminate e discusse dal Congresso della nostra Organizzazione sindacale che si è tenuto a Cattolica
il 6-7-8 Maggio 2009 alla presenza di 200 delegati in rappresentanza di 77.000
famiglie di iscritti.
I temi del dibattito e del
confronto, ampi e molto partecipati, che si sono sviluppati sono stati inseriti
nella documentazione finale che è stata approvata all'unanimità dei delegati e
quindi nel
Documento
Conclusivo (consultabile in formato PDF) che riassume e fa
sintesi degli impegni che l'Organizzazione ha assunto e in alcuni
Ordini del Giorno
(qui
in formato PDF)tesi a far emergere problemi contingenti o di particolare importanza;
questi documenti
forniscono la conoscenza della politica abitativa complessiva che la nostra
Organizzazione ha deciso di proporre all'opinione pubblica e di attuare in
questo periodo Congressuale.
Per
una conoscenza più approfondita delle politiche abitative del
lasciamo anche a disposizione il
Documento
finale (qui
in formato PDF ), votato all'unanimità dai
Delegati al Congresso che si era tenuto a Napoli (8-10 Giugno 2005) e del quale i documenti del Congresso di Cattolica ne sono una continuità.

La Rappresentanza
Il
ha titolo e diritto a partecipare alla contrattazione degli Accordi
Territoriali e alla stesura dei
Contratti Tipo, a
norma di quanto è previsto dalla nuova legge sulle locazioni, Legge 431/98,
nonché ad assistere e consigliare gli inquilini nella stipula dei loro
contratti di locazione.