Sindacato Inquilini Casa e Territorio

Federazione Regionale Toscana


c/o CISL, via Corridoni 36, 56125 PISA 


tel. 050 518111/518206 - fax 050 29467


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                                   e-mail: sicet@cislpisa.it   /  pisa@sicet.it                                    

- Cos'è il SICET 

- I provvedimenti di sfratto 

- La politica abitativa del SICET

- La rappresentanza             

 

                                                                                                                  In questa pagina:

                

               Cos'è il SICET

    Il è una Organizzazione sindacale nata, per iniziativa della CISL e delle ACLI, nel 1974 per rappresentare e difendere i diritti degli inquilini e di ogni cittadino portatore di bisogni abitativi.

    Al ci si iscrive individualmente per avere la possibilità e il diritto di ricevere i servizi di assistenza e di consulenza di seguito riportati. Gli iscritti alla CISL sono favoriti da una apposita convenzione tramite la quale possono accedere ai servizi del SICeT; la stessa convenzione offre gli stessi diritti ai servizi CISL per i tesserati al SICeT.

    Il  fornisce un servizio di consulenza e assistenza su tutte le problematiche inerenti i rapporti di locazione. In particolare, gli ambiti di intervento sono:  

    Per gli inquilini dell'edilizia privata

bulletassistenza e stipula dei contratti di locazione previsti dalla Legge 431/98 (qui in formato Word)
- contratti abitativi a regime libero (Contratto tipo) (qui in formato Word)
- contratti abitativi a regime concordato (Contratto tipo: vedi la pagina "Accordi")
- contratti ad uso transitorio (Contratto tipo: vedi la pagina "Accordi")
- contratti per studenti; (Contratto tipo: vedi la pagina "Accordi")
bulletcontrollo dei contratti di locazione, vertenze per la contestazione dei contratti irregolari in base alle leggi vigenti;
bulletdomanda per ottenere il contributo per il pagamento del canone d'affitto;
bulletcalcolo dei canoni di affitto agevolato;  
bulletcontrollo delle spese condominiali;
bulletcriteri di manutenzione degli alloggi;
bulletproblemi relativi allo sfratto;

    per gli inquilini dell'edilizia pubblica

bulletcompilazione e consegna dei moduli a cadenza biennale per la denuncia del reddito familiare;
bulletassistenza per la compilazione e consegna delle domande per assegnazione degli alloggi popolari;
bulletassistenza per la compilazione e consegna delle domande per i cambi alloggio popolare;
bullet

rappresentanza degli interessi degli inquilini nei confronti degli Enti proprietari di ERP (L.O.D.E.) (qui in Formato Word) e della società di gestione (A.P.E.S.) (Formato Word).    

     

    Per avere  alcune  informazioni  di base gli inquilini dell'edilizia privata possono anche consultare un piccolo prontuario dal titolo: 
            
Consigli sugli affitti

che abbiamo predisposto in formato PDF.

    Per tutto  ciò che, in materia di locazione,  non è regolamentato  dalle leggi in vigore valgono gli articoli  sulla  LOCAZIONE del Codice Civile (qui in formato Word)

(alcuni di questi articoli, però,  sono stati ridefiniti nelle specifiche leggi sulla locazione - in particolare la L. 431/98 per : art. 1574 la durata del contratto, art. 1591 ritardata restituzione dell'alloggio, art. 1596 la disdetta del contratto, art. 1597 il rinnovo del contratto.                

 

 

                          I provvedimenti di sfratto abitativo
 

     La situazione riguardante gli sfratti abitativi ed in particolare gli sfratti per morosità si è fatta in questi ultimi anni notevolmente critica sia a causa dei forti aumenti dei canoni dovuti alla speculazione edilizia che c'è stata intorno alla metà di questo decennio sia alla forte crisi economica di questi ultimi anni.
     Sempre più spesso per chi abita in affitto, trovandosi in cassa integrazione o senza lavoro e con un canone da pagare, si tratta di dover scegliere tra il pagare il padrone di casa o il mutuo in banca e il pagare la spesa per mangiare. Infatti aumentano gli sfratti per morosità e le inadempienze nel versamento delle rate di mutuo che fanno aumentare il numero degli alloggi messi all’asta.
      Sugli sfratti a livello nazionale e soprattutto per la Toscana e in particolare sulla morosità nei contratti abitativi abbiamo predisposto un rapporto conoscitivo (qui consultabile in formato pdf.) che deriva da una nostra elaborazione dei dati conoscitivi pubblicati dall'Ufficio di statistica del Ministero dell'Interno. Ne esce uno specchio drammatico delle condizioni abitative di chi sta in affitto.
In valori numerici assoluti gli sfratti in genere e gli sfratti per morosità interessano una parte minoritaria della popolazione; ma analizzando la forte accelerazione che c’è stata in questi ultimi anni non si può non riconoscere che il problema ha un valore sociale estremamente negativo. E’ comunque un vero pesantissimo dramma per tante famiglie (ne parliamo anche in un nostro Comunicato Stampa - qui in formato Word -) e Il Parlamento e la Pubblica Amministrazione non possono non farsene carico.

     La regione Toscana, con la Deliberazione 10 febbraio 2010 n. 30, ha deciso di riconoscere anche agli sfratti per morosità dovuta a canoni di locazione superiori ad un terzo del reddito convenzionale (in sintesi tale reddito corrisponde al reddito familiare diminuito di 1.549 €. per ogni persona della famiglia oltre le prime due e successivamente del 40% se da lavoro dipendente) lo stesso punteggio degli sfratti per finita locazione ai fini del punteggio per la formazione della graduatoria per i bandi di ERP e della acquisizione del diritto ad un alloggio pubblico.

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                     La politica abitativa del SICET

 

      Durante la trattativa che si è svolta con il Governo Prodi, nel 2006, le Organizzazioni sindacali degli inquilini SICET-SUNIA-UNIAT avevano presentato unitariamente un Documento (qui in formato Word) per il Tavolo di Concertazione sulla politica dell'abitare in affitto, aperto il 17 Aprile 2007 in applicazione dell'art. 4 della Legge 9/07 relativa alla sospensione degli sfratti. Questo testo vale ancora come indirizzo unitario di politica abitativa delle Organizzazioni sindacali degli inquilini.
     A quel tavolo era stata raggiunta un'Intesa che aveva prodotto un buon accordo, pur tra soggetti di rappresentanza fortemente disomogenei (al "Tavolo" erano presenti le Organizzazioni degli inquilini, della proprietà edilizia, dei lavoratori, delle associazioni sociali),  accordo che fu tradotto e sottoscritto nelle linee guida (qui in formato Word) per una nuova politica abitativa; quell'Intesa, che stabiliva nuovi investimenti per un efficace sviluppo dell'edilizia popolare (lo stanziamento di 550 milioni di Euro per nuove case popolari)  è poi rimasta inapplicata anche per la caduta del Governo Prodi e il disinteresse dell'attuale Governo. Il quale, invece, a pochi mesi dall'inizio della sua attività parlamentare ha emanato il D.L. 112/08 convertito nella Legge 133/08 (qui in formato Word) che prevede, negli artt. 11 e 13, la vendita e quindi la privatizzazione dell'intero patrimonio di ERP. Vengono, di fatto, sollecitate le Regioni a mettere in vendita il patrimonio edilizio di loro proprietà e il settore ex pubblico, arricchito finanziariamente con la vendita degli alloggi e rimpinguato di nuovi alloggi costruiti con i ricavi della vendita, sarebbe gestito da finanziarie opportunamente create (S.p.A.) e affittato con canoni che rappresenteranno circa il 70% del valore dei canoni degli Accordi territoriali.  Il Governo inoltre nel Marzo 2009 ha varato, dopo un faticoso accordo con le Regioni, il cosiddetto “Piano casa” (qui in formato pdf) che apre ad una politica di ampliamento di case esistenti e concede un minimo finanziamento per la costruzione di alloggi per l’edilizia sociale, utilizzando una parte del finanziamento stanziato dal Governo precedente.
     Il
è fortemente critico con le politiche abitative del Governo decise con la L. 133/08 e con il Piano Casa perché risultano essere il tentativo di ricollocare le politiche pubbliche per la casa sul comparto del social housing, abbandonando del tutto l’ERP cioè l’intervento diretto a coloro che hanno bisogno di alloggio e sovvenzionato con soldi pubblici. Se il piano viene realizzato  non sarà più possibile avere anche in edilizia sociale alloggi al di sotto dei 4/500 euro con buona pace per i tanti disoccupati e di quei pensionati (circa l’80%) che hanno pensioni al di sotto dei 700/800 euro. Ma il risultato più preoccupante sarà che sparirà del tutto la gestione pubblica degli alloggi sociali che ha sempre visto anche la nostra attiva presenza e collaborazione a tutela degli inquilini e delle fasce sociali più deboli. Cioè la vendita del patrimonio abitativo pubblico e la trasformazione dell’ERP non rappresenta solo la dissipazione di risorse pubbliche, di beni fondiari e finanziari ma soprattutto il fatto che si modifica completamente il sistema abitativo costruito nell’intento di aiutare le famiglie a basso reddito e che non sarà più possibile soddisfare la domanda di chi non è in grado non solo di sostenere i canoni privati ma neppure i canoni concordati e agevolati.
       Abbiamo ritenuto opportuno dare ai visitatori del nostro sito la possibilità di conoscere i Documenti  sopra indicati e le considerazioni ora espresse perché coloro che sono interessati ai problemi abitativi abbiano maggior consapevolezza di quanto sta avvenendo e delle prospettive che si aprono. 

      Il continua nella sua iniziativa politica tesa a tutelare i diritti abitativi degli inquilini e sta chiedendo al Parlamento e al Governo una modifica sostanziale della legge 431/98 e l'utilizzo di un'unica forma contrattuale  per il settore privato tramite il Contratto Concordato; inoltre il potenziamento della Edilizia popolare e lo stanziamento di maggiori fondi per il sostegno all'affitto.

      Il Congresso Nazionale

      Queste proposte politiche sopra ricordate sono state esaminate e discusse dal Congresso della nostra Organizzazione sindacale  che si è tenuto a Cattolica il 6-7-8 Maggio 2009 alla presenza di 200 delegati in rappresentanza di 77.000 famiglie di iscritti.
      I temi del dibattito e del confronto, ampi e molto partecipati, che si sono sviluppati sono stati inseriti nella documentazione finale che è stata approvata all'unanimità dei delegati e quindi nel 
Documento Conclusivo (consultabile in formato PDF) che riassume e fa sintesi degli impegni che l'Organizzazione ha assunto e in alcuni Ordini del Giorno (qui in formato PDF)tesi a far emergere problemi contingenti o di particolare importanza; questi documenti forniscono la conoscenza della politica abitativa complessiva che la nostra Organizzazione ha deciso di proporre all'opinione pubblica e di attuare in questo periodo Congressuale.

    Per una conoscenza più approfondita delle politiche abitative del
lasciamo anche a disposizione il Documento finale (qui in formato PDF ), votato all'unanimità dai Delegati al Congresso che si era tenuto a Napoli (8-10 Giugno 2005) e del quale i documenti del Congresso di Cattolica ne sono una continuità.
 

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                    La Rappresentanza

     Il ha titolo e diritto a partecipare alla contrattazione degli Accordi Territoriali e alla stesura dei Contratti Tipo, a norma di quanto è previsto dalla nuova legge sulle locazioni, Legge 431/98, nonché ad assistere e consigliare gli inquilini nella stipula dei loro contratti di locazione.